2016: Comunicare la Sostenibilità

Anche nel 2016, all’interno della 44° edizione della Mostra Internazionale dei Cartoonists di Rapallo, è stata as-segnata la Targa de La Buona Comunicazione.
Il riconoscimento va a chi ha saputo, nel corso dell’anno, fare una “buo-na comunicazione” sia in termini di strumenti utilizzati sia, soprattutto, in termini di contenuti. Quest’anno la targa è andata al Di-rettore della Rivista “CSR Oggi”, Bruno Calchera.
Perché questo riconoscimento?CSROggi si pone l’obiettivo di diffondere una corretta cultura della Sostenibilità Sociale.
Un’attività molto importante che è ancora poco conosciuta in Italia. Approfittiamo dell’occasione per far-ci raccontare dal premiato qualche cosa sulla CSR (Corporate Social Re-sponsibility).

Cosa vuol dire fare CSR?

Prima di avventurarci nel tema complesso della CSR e della Sharing Economy forse occorre dare qualche definizione. Soprattutto perché di queste cose se ne parla in qualche occasione, ma spesso impropriamente. Con CSR intendiamo “ il modo con cui un’impresa gestisce e migliora il suo impatto ambientale e sociale per generare valore sia verso i suoi azionisti che verso i suoi stakeholder, innovando la sua strategia, la sua organizzazione e i suoi comportamenti”. La  Sharing  Economy  “si propone come un nuovo modello economico, capace di rispondere alle sfide della crisi e di promuovere forme di con-sumo più consapevoli basate sul riuso invece che sull’acquisto e sull’accesso piuttosto che sulla proprietà. Si traduce con “economia della condi-visione”, un’espressione che richiama esperienze di lunga tradizione, soprattutto in Italia, dal mutualismo alle cooperative fino alle imprese so-ciali”.

In sintesi possiamo dire che si tratta di metodologia economi-ca tesa allo sviluppo dell’impre-sa, ma soprattutto dell’impresa inserita nella società?

Una azienda tesa, ad affermarsi nel mercato usando leve nuove, utili, per il proprio posizionamento, deve tener conto di maggiori e complesse indicazioni di marketing, deve ela-borare più fattori presenti nel socia-le per migliorare i suoi risultati. Gli item del marketing classico infatti non sono più sufficienti.
I target aziendali e gli stakeholder di una impresa sono ben maggiori di quelli che sono evidenziati nelle analisi segmentate dei potenziali clienti. I clienti (e la crisi è stata maestra!), sono sempre meno ‘afferrati’ dalle politiche di vendita che sollecitano emozione, immagine e istintiva pro-pensione all’acquisto; essi hanno vi-sto nuovi versanti di interesse, sono passati a leggere e desiderare nuovi contenuti socialmente interessanti. Desiderano “condividere l’azienda” come gli azionisti e i produttori, se ne sentono parte e vogliono farlo al meglio.

Non basta più il prezzo per attirare clienti?

Le politiche di prezzo non spostano in modo decisivo l’interesse all’acquisto, i clienti manifestano uno sguardo aperto, sono sensibili ad aziende socialmente impegnate (lo Spot Rana o Conad sono particolar-mente esemplari!) e così tendono a condividere e premiare azioni tese al miglioramento della vita nel territorio o nell’aiuto alla società più fragile. E desiderano condividere questi passaggi.
La crisi del welfare classico ha spinto le imprese più lungimiranti a cercare punti di condivisione con i clienti, attivando sinergie di marketing in-novativo.
Sono cresciute le triangolazioni tra Terzo Settore, Pubblica Amministrazione e Impresa e ne ha beneficiato tutto il mercato.

Bisogna quindi attivare una maggiore partecipazione.

Certo. Occorre più tempo per volere e creare condivisione, ma questa fatica alla fine rende più certo e agevole ogni procedura e il risultato più rapido.

Può aiutare in questo il bilancio sociale?

Ormai tutte le maggiori aziende predispongono la pubblicazione di un Bilancio Socia-le, una rendicontazione della propria sostenibilità e dei passi prodotti, ma tali notizie, per lo più, restano incol-late ai siti della Corporate aziendale. Ma è come aver posto un manifesto nella propria bacheca o aver realizza-to un nuovo house-organ
La comunicazione è totalmente verticale. Unidirezionale. Con interlocutori predefiniti. Nessun contenuto, declinato in modo divulgativo, giunge alla “pancia” di tutti, perché si suppone che a questi ultimi le parole del Bilancio non interessino. La Sharing Economy invita alla condi-visione almeno valoriale.

E qui entra in gioco CSR Oggi.

Proprio così. Fare qualche cosa di utile e interessante e lasciarlo confinato nella conoscenza di alcuni po-chi è un errore madornale. CSR Oggi spinge all’ampliamento della conoscenza.
L’attenzione alla Sostenibilità è, oltre una cosa “buona e giusta” una novità nella strategia di marketing.
E la vera novità concreta è scritta nel Bilancio Sociale, nel Bilancio di Sostenibilità. E quelle parole dettagliate nei bilanci vanno rese pubbliche, come un manifesto della Nuova Azienda, che vuole dialogare con tutti.
Questa è la nuova comunicazione. Realizzare una finestra rivolta dentro e fuori l’azienda, certi che il cliente saprà capire, conoscere, stimare, e alla fine premiare gli sforzi più impegnati nel valorizzare il contesto sociale e chi lo vive.
Così la Sharing Economy e la C.S.R. diverranno quella gamba in più del tavolo aziendale capace di leggere la Nuova Realtà con più acutezza per dare più frutti. Dentro e fuori l’impresa.

2015: Re dei Cartoonits - Carlo Chendi

La Targa “La Buona Comunicazione” viene assegnata a chi ha saputo eccellere nel fare una “buona comunicazione” non solo per quanto attiene ai contenuti ma anche alla forma. Il fumetto, molto spesso considerato (ingiustamente) una forma minore di lettera-tura, ci ha visto tutti “fans” sicuramente da piccoli ma molto spesso anche da grandi.
E, al di là della bravura di chi realizzava le immagini e la grafica, spesso erano proprio i contenuti della sceneggiatura che ci lasciavano un buon “sapore” in bocca.

Settima edizione

Quest’anno, alla sua sesttima edi-zione, il premio è stato consegnato nell’ambiente più adat-to che si potesse imma-ginare (visto a chi veni-va attribuito): nel corso della 44esima Edizione della Mostra interna-zionale del fumetto di Rapallo.
La Targa è stata conse-gnata a Carlo Chendi. Angelo Carlo Chendi è un fumettista italiano, tra i più famosi e proli-fici sceneggiatori della Disney Italia.
A partire dal 1952, Carlo Chendi ha scritto centinaia di storie con i personaggi della Disney, e ne ha cre-ati molti altri, distinguendosi non soltanto nella “house of mouse”.

 

Una colonna del fumetto

Trasferitosi in giovane età dal ferrarese a Rapallo, in Liguria, ha qui iniziato la sua attività di cartoonist, divenendo una delle colonne della cosiddetta scuola di Rapallo, insieme al Maestro Luciano Bottaro e al suo amico Giorgio Rebuffi, con i quali ha fondato nel 1968 il gruppo Bierrecì (acronimo di Bottaro, Rebuffi, Chen-di) senza, però, smettere di collaborare con la Mondadori nella realizzazione di storie Disney.
Nel corso della sua carriera — svoltasi tra l’area del Tigullio e Milano — ha partecipato, fra le altre cose, alla realizzazione della rivista Re di Pic-che, la prima dello Studio Bierrecì, e alla realizzazione della tradizione italiana delle Grandi Parodie Disney: in questa serie una delle sue opere più illustri ed apprezzate, realizzata in collaborazione con Luciano Bottaro, è Il Dottor Paperus.
Sempre con Bottaro ha dato inizio alla grande saga di Rebo, il tiranno di Saturno.
Premi e riconoscimenti

Da anni cura la collana di libri Le Mani Comics. Nel 1996 riceve il Premio Yellow Kid come miglior autore, nel 1994 il premio Copertina d’Argento dalla Walt Disney Company e nel 2001 il premio UGiancu come miglior sceneggiatore.
Della sua vastissima produzione disneyana sono soprattutto importanti da ricordare le invenzioni dell’extra-terrestre Ok Quack e del detective Umperio Bogarto (entrambi disegna-ti da Giorgio Cavazzano), l’identità segreta di Paperino “agente QQ7” (la storia Missione Bob Fingher ebbe il plauso della Disney Americana), e i duetti fra Pippo e la strega Nocciola. Grande amico di penna di Carl Bar-ks, lo ha portato in Italia durante il tour europeo del 1994, e a lui ha de-dicato la XXXIII edizione della Mo-stra Internazionale dei Cartoonists, che cura, insieme ad uno staff di altri sceneggiatori, disegnatori, esperti e appassionati, dal 1972.
Nel 2010 ha vinto il Premio Papersera alla carriera.

 

Standing ovation

Alla consegna della Targa “La Buona Comunicazione” il pubblico presen-te in sala ha tributato a Carlo Chen-di una standing ovation che è durata parecchi minuti.
Ennesimo segno, se ancora ce ne fosse stato bisogno, che quella di Carlo è stata certamente per tutti questi anni una “buona comunicazione”

2014: Fondazione Francesca Rava
2013: Museo del Fumetto
2012: Pubblicità Progresso
2011: Per un Pianeta più Intelligente

L’associazione Culturale volontaria senza scopro di lucro “La Buona Comunicazione” è nata da questa premessa: come “La Buona Novella” così anche “La Buona Comunicazione” si pone l’obbiettivo di divenire un importante punto di riferimento per l’uomo e la società moderna.

Opera senza fini di lucro e con l’azione diretta, personale e gratuita dei propri aderenti, intende porsi come punto di riferimento per coloro che lavorano nel mondo della comunicazione promuovendo, diffondendo e sostenendo un corretto uso degli strumenti di comunicazione orientato ad un progresso sociale giusto e solidale, secondo i principi della trasparenza e della rappresentazione veritiera della realtà, come fattore costruttivo positivo delle relazioni interpersonali e dei processi sociali economici, politici, religiosi ed etici dell’individuo e della collettività.

Una targa per chi si distingue

Sta diventando una consuetudine, ogni anno, attribuire la Terga a chi si è distinto e ha operato per raggiungere l’obbiettivo di una “buona comunicazione”:

Ormai da tre anni il premio viene assegnato nel corso dell’inaugurazione ufficiale della Mostra Internazionale dei Cartoonits che si tiene a Rapallo da ben 38 anni.

Nel 2008 la Targa era stata assegnata a Valentina De Poli, direttore di Topolino, per una campagna di comunicazione realizzata da En e Walt Disney.

Lo scorso anno è stato premiato Antonio Ricci, autore e inventore di “Striscia la notizia “per la qualità dei contenuti on cui questo medium raggiunge mediante 10 milioni di persone a puntata.” Striscia” si è caratterizzato come punto di riferimento per la validità della comunicazione attraverso la quale, la più nota trasmissione di infotainement, tra divertimento e giornalismo di inchiesta, riesce a divulgare un’informazione intelligente a un pubblico ampio e trasversale.

Quest’anno la “Targa La Buona Comunicazione” è stata assegnata a Chiara Grosselli, direttore marketing e comunicazione di IBM Italia, in riconoscimento della validità della comunicazione della compagnia IBM “Smarter Planet”.

Costruiamolo insieme

“Benvenuti nel decennio dell’intelligenza” suona lo slogan portante di una campagna di comunicazione, a livello mondiale, che invita tutti ad unirsi per cercare di risolvere i problemi grandi e piccoli del vivere quotidiano. IBM ha potenziato la sua attività di sviluppo di software che offrono soluzioni sugli aspetti nevralgici della vita metropolitana.

Dopo il lancio di questa iniziativa e di questa comunicazione, con l’invito di costruire tutti insieme un Pianeta più intelligente, anche nel nostro Paese cominciato ad essere un buon numero le città coinvolte.

Qualche esempio?

“L’idea di base – ci spiega Chiara Grosselli – è risolvere i problemi o migliorare la qualità dei servizi, e quindi della vita dei cittadini, attraverso le soluzioni tecnologiche che noi possiamo offrire. E le pubbliche amministrazioni ci stanno seguendo. I sindaci ci indicano le aree di interesse che consideriamo prioritarie e poi iniziamo a lavorare insieme.”

Ad esempio a Parma sono stati installati in vari punti della città videosportelli che facilitano l’accesso ai servizi comunali attraverso una “citizen card” interattiva. A Salerno e Nettuno hanno scelto di rendere la città più accessibile ai disabili grazie a una serie di percorsi obbligati. A Bolzano è stato realizzato un progetto di telemedicina e teleassistenza rivolto agli anziani. Per Venezia è stata creata una guida turistica che aiuta a scoprire parti meno conosciute della città, utilizzando “tag e smartphone” in collegamento con la nuova rete Wi-fi del comune. E ancora: Reggio Emilia ha privilegiato la formazione attraverso una piattaforma di condivisione di attività e risultati tra diversi istituti scolastici. A Verona si è privilegiata la sicurezza, mentre Pisa ottimizza la mobilità urbana e i flussi delle acque.

Comunicazione di contenuti

“La nostra è una comunicazione essenzialmente di contenuti – continua Grosselli – e ci stiamo impegnando per sfruttare tutte le soluzioni innovative che i media offrono.

Molti hanno visto l’innovativa operazione fatta con “Panorama” in cui abbiamo inserito nella carta stampata un video e il collegamento al nostro sito. Abbiamo contribuito al lancio dei più importanti quotidiani su I-pad e anche il nostro levame con la televisione è alla ricerca di un’innovazione e creatività. “IBM Italia è portata ad esempio, all’interno della IBM Corporation, per essere particolarmente innovativa nella comunicazione.”

Una comunicazione che ha fatto centro e che si distingue per la validità dei contenuti e per l’intelligente scelta di vari media.

2010: Striscia...La Buona Comunicazione

L’importanza della comunicazione non può prescindere dalla validità dei contenuti e dalla capacità di utilizzare al meglio gli strumenti capaci più idonei. L’Associazione Culturale “La Buona Comunicazione”, che opera con l’obiettivo di opera con divulgare una corretta cultura della comunicazione, si occupa proprio di riconoscere e valorizzare chi comunica bene, in modo utile e efficace. Quest’anno la “Targa de La Buona Comunicazione”, consegnata a ottobre 2009 nel corso della 73esima Mostra Internazionale dei Cartoonists di Rapallo, ha voluto premiare Antonio Ricci, autore di Striscia la Notizia, “per la qualità dei contenuti con cui questo medium raggiunge 10.000.000 di persone”. L’”anima di Striscia” si è aggiudicato il merito di essere segnalato come punto di riferimento per la validità della comunicazione attraverso la quale la più nota trasmissione di infotainment, tra divertimento e giornalismo d’inchiesta, riesce a divulgare un’informazione intelligente a un pubblico ampio e trasversale.

Andato in onda per la prima volta su Italia 1 nel novembre 1988, il ben noto TG satirico, nato dal genio di Antonio Ricci, ha celebrato la 20° edizione con un crescente successo dì audience e popolarità. Punto di forza assoluto è la sua formula unica, ormai consolidata, che mette insieme differenti generi e oggetti giornalistici: dal varietà al giornalismo d’assalto, dal gossip al reportage, dal tormentone allo scoop. Il riconoscimento de “La Buona Comunicazione” ha voluto indicare Antonio Ricci come ottimo esempio per tutti, così come lo era stato nel 2008 l’assegnazione della “Targa” a Valentina De Poli, direttore di Topolino, per una campagna di comunicazione realizzata lo scorso anno da Eni e Walt Disney. L’Associazione Culturale “La Buona Comunicazione”, che dal 2008 opera senza fini di lucro e con l’azione diretta, personale e gratuita dei propri aderenti, si occupa di individuare chi si pone in tale ottica l,,  1,1 e di mettere in evidenza i migliori casi di comunicazione, ragionando su come possono I essere usati al meglio i suoi strumenti e su come sia importante valutarne accuratamente i contenuti. L’Associazione, che intende porsi come importante punto di riferimento per gli opera-ori di questo settore, è coinvolta, direttamente o indirettamente, in numerose attività di studio e divulgazione, quali:
1 – promuovere e organizzare convegni, seminari, mostre e conferenze aventi come oggetto i temi d’interesse dell’Associazione;
2 – promuovere e gestire gruppi di lavoro per l’approfondimento delle tematiche attinenti le finalità istituzionali;

3 – promuovere e curare la redazione e l’edizione di libri e testi, di ogni gene-re nonché di pubblicazioni periodiche, indagini, ricerche e studi per divulgare e diffondere un corretto uso degli strumenti di comunica-zione, coerentemente con i principi ispiratori dell’associazione

4 — Istituire e gestire centri di documentazione a servizio degli aderenti e dei cittadini

L’adesione delle persone fisiche è totalmente gratuita e si effettua tramite la sottoscrizione dell’apposito modulo associativo. Per qualsiasi informazione il sito è: www.labuonacomunicazione.it

2009: Eni e Topolino, la Targa “LA B.C.”

La comunicazione è importante. Ma soprattutto è importante comunicare bene. Seguendo queste due condivisibili affermazioni, l’Associazione culturale “La Buona Comunicazione” sta operando per indurre a valorizzare e riconoscere chi si pone in questa ottica. Per tale motivo nei mesi scorsi è stato consegnato un premio a Eni e Walt Disney per una campagna di comunica-zione realizzata nel periodo estivo. Si è trattato di questo: a tutti gli automobilisti che si fermavano a fare rifornimento all’Agip veniva regalata una copia di “Topolino” che conteneva alcune storie scritte ad hoc per spingere i giovani (e non solo) a riflettere sull’importanza del rispetto dell’ambiente (Energia e ambiente), del rispetto delle regole (Sicurezza stradale), e sui comportamenti durante le vacanze.

Il veicolo utilizzato (Topolino) è stato certamente una scelta felice per catturare l’attenzione dei piccoli lettori e dì contenuti avevano un grande valore sociale e formativo. La “Targa” è stata consegnata al direttore di Topolino, Valentina De Poli, nel corso di una cerimonia durante la 36^ Mostra Internazionale dei Cartoonists, a Rapallo. Su questa linea, abbiamo deciso di dedicare uno spazio adeguato su questa Rivista per segnalare altri casi di una comunicazione utile, efficace e ben fatta. Chiediamo anche l’aiuto dei nostri lettori perché si facciano parte attiva nell’inviarci esempi di “buona comunica-zione”.

Li pubblicheremo, sperando in un effetto moltiplicatore che faccia crescere i casi di una comunicazione virtuosa. E magari troveremo l’occasione per premiare le case histories più significative.